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GLI ACCONTI DI IMPOSTA PER IL 2017
E IL SALDO 2017 IMU E TASI



Acconti di imposta per il 2017
Il secondo acconto delle imposte dirette dovuto per il periodo di imposta 2017 deve essere versato entro il prossimo 30 Novembre 2017.

I metodi per il calcolo degli acconti
L’acconto dovuto dai contribuenti può essere calcolato secondo due diverse metodologie:

1. metodo storico: il versamento si determina applicando una percentuale alle imposte determinate per il precedente anno 2016;
2. metodo previsionale: il versamento dovuto può essere ridotto qualora si ritenga che le imposte dovute per l’anno 2017 siano inferiori rispetto a quelle del precedente esercizio. Ovviamente, se il conteggio si dovesse rivelare errato, l’Agenzia potrà irrogare le sanzioni nella misura del 30% (ridotto al 10% se viene pagato l’avviso bonario), a meno che non si provveda a rimediare con l’istituto del ravvedimento operoso.

Generalmente gli acconti vengono conteggiati con il metodo storico, salvo il caso in cui il contribuente intenda richiedere il ricalcolo.

Gli acconti Irpef
La misura degli acconti Irpef è fissata al 100% dell’imposta netta del 2016; l’imposta netta è desumibile dal rigo “differenza” del quadro RN del modello Redditi 2017. Il versamento dell’acconto così determinato viene suddiviso in due rate: la prima rata pari al 40% viene versata a partire dal mese di giugno con eventuale rateazione e la seconda rata pari al 60% viene versata nel mese di novembre.

Gli acconti Ires
La misura degli acconti Ires è fissata al 100% dell’imposta netta del 2016, rigo “Ires dovuta o differenza a favore del contribuente” del modello Redditi 2017; tale totale deve essere suddiviso in due quote, il 40% da versare, con eventuale rateazione, a partire dal mese di giugno ed il residuo 60% da versare nel mese di novembre.

Gli acconti Irap
Le regole per il versamento degli acconti del tributo regionale sono le stesse previste per il tributo dovuto dal contribuente. Quindi sia per i soggetti Irpef che per quelli Ires la misura dell’acconto è fissata al 100% dell’imposta netta del 2016, rigo “Irap dovuta o differenza a favore del contribuente” del modello Irap 2017.

Cedolare secca
La cedolare secca segue le regole dettate in tema di saldo e acconti Irpef, varia solo la misura dell’acconto che per la cedolare risulta essere pari al 95% dell’imposta dovuta nell’anno precedente.
n particolare si precisa che non sono obbligati al versamento dell’acconto 2017 sulla cedolare secca i contribuenti che nel corso dell’anno decidono, con riferimento al reddito dei propri immobili, di passare dal regime della cedolare secca alla tassazione ordinaria e viceversa.
Si evidenzia inoltre che, limitatamente al quadriennio 2014/2017, i contribuenti che applicano la cedolare secca su contratti a canone convenzionato applicano la aliquota del 10%. Tale aliquota verrà innalzata da gennaio 2018 alla misura del 15%.

Gli acconti per gli altri tributi da dichiarazione
I contribuenti sono chiamati al versamento anche di tributi differenti da quelli sopra richiamati, in relazione ai quali, generalmente, si utilizzano le medesime regole previste per il pagamento delle imposte dirette.

Compensazione
A partire dall’anno 2014, il limite massimo dei crediti di imposta che possono essere chiesti a rimborso o compensati ordinariamente mediante modello F24 è pari ad € 700.000,00 per ciascun anno solare; il contribuente può avvalersi, a sua scelta:
  • della compensazione orizzontale, compensando crediti e debiti aventi natura diversa nel modello F24;
  • della compensazione verticale, compensando crediti e debiti della stessa natura scegliendo se esporre la compensazione presentando il modello F24 (scelta consigliabile, anche nel caso di F24 “a zero”) ovvero non presentandolo e gestendo la compensazione esclusivamente nel modello di dichiarazione (Irpef, Ires, Iva o Irap).
Si evidenzia che la compensazione dei crediti di importo superiore a 5.000 Euro relativi alle imposte sui redditi e addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive e all’Irap, è consentita previo l’obbligo di apposizione alle relative dichiarazioni del visto di conformità.
In assenza di visto verrà preclusa, per l’eccedenza dei 5.000, la possibilità di operare compensazioni orizzontali. In caso di utilizzo di un credito esistente, ma in assenza di visto di conformità, si applica una sanzione pari al 30%.
Si ricorda inoltre l’obbligo, nel caso di crediti compensati orizzontalmente, di utilizzo del canale telematico del modello anche per i soggetti non titolari di partita IVA per cui la presentazione dei modelli F24 potrà avvenire solo mediante le modalità di seguito elencate:

Compensazione

Saldo Imu e Tasi
Il versamento del saldo Imu e Tasi relative al 2017 dovrà essere effettuato entro il prossimo 16 dicembre.
Si precisa che, per entrambi i tributi, l'imposta è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota di possesso e ai mesi dell'anno nei quali si è protratto tale possesso (a tal fine, il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni è computato per intero).

Sono soggetti passivi Imu i possessori di qualunque immobile, e in particolare:
  • il proprietario di immobili (solo se in piena proprietà, ossia per la quota non gravata da usufrutto);
  • l’usufruttuario (nel qual caso il titolare della nuda proprietà non deve versare);
  • il titolare del diritto d’uso;
  • il titolare del diritto di abitazione: nel caso di decesso di uno dei due coniugi, con riferimento alla casa coniugale, pagherà il coniuge superstite. Con riferimento agli altri immobili di proprietà del defunto pagherà l’imposta ciascuno degli eredi in ragione delle proprie quote di spettanza;
  • il titolare del diritto di enfiteusi;
  • il titolare del diritto di superficie;
  • il concessionario di aree demaniali;
  • nel caso di immobile utilizzato in forza di contratto di leasing il soggetto passivo è l’utilizzatore sin dalla data di stipula del contratto (anche per l’immobile in corso di costruzione);
  • il coniuge assegnatario della casa coniugale in seguito a provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (quindi il coniuge non assegnatario, da quando perde il diritto a utilizzare l’immobile, non deve versare).
L’Imu viene integralmente versata a favore del Comune, mentre nei confronti dell’Erario sarà riservata la sola imposta dei fabbricati di categoria catastale D, applicando l’aliquota d’imposta dello 0,76% (il Comune, eventualmente, può stabilire a suo favore, una maggiorazione sino allo 0,3%).
L'aliquota di base prevista per l’Imu è stata fissata allo 0,76%: i Comuni possono agire su tale aliquota modificandola in aumento o in diminuzione sino a 0,3 punti percentuali (quindi il range dell’aliquota ordinaria sarà compreso tra 4,6 per mille e il 10,6 per mille).
Mentre l’acconto veniva calcolato sulle aliquote del 2016, il conguaglio a saldo viene determinato sulla base delle aliquote 2017, se approvate entro il termine dello scorso 28.10 (in caso contrario anche il saldo sarà calcolato sulle aliquote 2016).
È possibile effettuare il versamento in unica soluzione, che doveva avvenire entro lo scorso 16 giugno: chi avesse già versato l’intera imposta relativa al 2017 entro tale scadenza non dovrà nulla alla scadenza del 16 dicembre.
Il versamento può essere effettuato tramite apposito bollettino, ovvero tramite il modello F24, mediante specifici codici tributo. L’utilizzo del modello F24 consente la compensazione del tributo dovuto con altri crediti vantati dal contribuente.

A differenza dell’Imu, sono soggetti passivi Tasi sia il possessore dell’immobile (definito come ai fini Imu) che il detentore.
Per detentore si intende il soggetto che utilizza l’immobile in forza di un titolo diverso da un diritto reale. In particolare, sono detentori tenuti al pagamento della Tasi:
  • l’inquilino, quando l’immobile è dato in locazione;
  • il comodatario, quando l’immobile è oggetto di comodato;
  • l’affittuario, quando l’immobile è oggetto di un contratto di affitto di azienda.
La Tasi complessivamente dovuta in relazione all’immobile deve essere ripartita tra possessore e detentore. La misura della suddivisione è decisa dal Comune tramite proprio regolamento: l’imposta a carico del detentore deve essere compresa tra il 10% ed il 30% dell’imposta complessivamente dovuta sull’immobile (la parte rimanente è a carico del possessore). Se il Comune nulla prevede al riguardo, la quota a carico del detentore è del 10%.
L’imposta deve essere determinata secondo le condizioni soggettive del possessore: l’inquilino/comodatario che abita nell’immobile non dovrà versare Tasi; il possessore, invece, dovrà pagare in relazione a tale immobile sia Imu che Tasi.

Come per l’Imu, l’acconto della Tasi era dovuto sulla base delle aliquote 2015 e il saldo sarà effettuato a conguaglio sulla base delle aliquote 2016, se approvate entro il termine dello scorso 28.10 (in caso contrario anche il saldo sarà calcolato sulle aliquote 2015).
Per il calcolo della Tasi, la normativa prevede specifiche limitazioni:
  • per i fabbricati rurali ad uso strumentale l’aliquota massima della Tasi non può eccedere il limite dell’1 per mille;
  • la somma delle aliquote della Tasi e dell’Imu, per ciascuna tipologia di immobile, non può essere in ogni caso superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’Imu al 31 dicembre 2013, quindi si deve fare riferimento ad un tetto fissato al 10,6 per mille per la generalità degli immobili, ovvero ad altre minori aliquote in relazione alle diverse tipologie (6 per mille per le abitazioni principali di lusso);
  • è consentito ai Comuni di derogare a tale limite per un ammontare complessivamente non superiore allo 0,8 per mille, a condizione che tale previsione fosse già stata in passato deliberata;
  • per gli immobili invenduti delle imprese di costruzione è prevista un’aliquota massima del 2,5 per mille.
Data l’articolatissima situazione è di fondamentale importanza verificare puntualmente la delibera e il regolamento adottati dal singolo Comune, controllando in parallelo regolamenti Imu e Tasi. Come per l’Imu, anche la Tasi può essere versata sia attraverso il bollettino postale sia mediante utilizzo del modello F24. L’utilizzo del modello F24 consente la compensazione del tributo dovuto con altri crediti vantati dal contribuente.
L’Imu e la Tasi si devono versare con riferimento agli immobili posseduti sul territorio di ciascun Comune; l’abitazione principale è esente tanto da Imu, quanto dalla Tasi.

Saldo Imu e Tasi

In conclusione, è molto importante che ogni contribuente fornisca al proprio Consulente di fiducia il più tempestivamente possibile tutti i dati riguardanti modificazioni soggettive (acquisizioni, cessioni, etc.) e oggettive (modifiche catastali, inagibilità, ristrutturazioni, etc.) degli immobili posseduti, al fine di agevolare il calcolo delle imposte.

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